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Il Common Housing direttamente nel cuore di SeiMilano.

13/11/2020 - CCL

Common Housing Bisceglie

I progettisti Carla Ferrer e Marco Jacomella, Kilowatt e Super, il festival delle periferie a Milano, uniti per il progetto di CCL nel quartiere di Bisceglie

Common Housing Bisceglie è l’intervento di edilizia cooperativa realizzato da CCL – attraverso la Cooperativa Habitat Bisceglie – che si inserisce nel progetto di rigenerazione urbana di SeiMilano nel quartiere di Bisceglie. È coinvolta un’area di 300 mila metri quadri, adiacente al capolinea omonimo della metropolitana, e comprenderà complessi residenziali, commerciali, direzionali e un grande parco. Nel 2018 CCL ha affidato la realizzazione di Common Housing Bisceglie a Carla Ferrer e a Marco Jacomella, progettisti con esperienze maturate in ambiente svizzero e internazionale, partner dello studio ITER e vincitori dell’edizione 2013 del concorso AAA architetticercasi.

L’ambizione di Common Housing Bisceglie è quella di diventare il cuore del nuovo quartiere SeiMilano, per la posizione privilegiata nella parte sud del parco e per la sua offerta funzionale. Il progetto, basato su un approccio innovativo, vuole offrire un abitare cooperativo in cui le abitazioni non sono solo alloggi, ma anche reti di comunità in grado di stimolare relazioni sociali con un’architettura di qualità e con servizi condivisi per i suoi abitanti.

Il progetto include 100 alloggi e 500 mq di spazi comuni, inoltre al piano terra sarà previsto uno spazio convenzionato da destinare a un servizio commerciale per il vicinato. Proprio per ideare e definire il concept per un negozio di vicinato che occupi questo spazio, CCL ha richiesto il supporto di Kilowatt e di Super, il festival delle periferie a Milano.

Comunità, relazioni, servizi di welfare di condominio e di quartiere e integrazione tra i servizi possono venire a crearsi solo nell’ottica della condivisione e della partecipazione tra tutti gli attori del quartiere. Gli spazi destinati a funzioni non residenziali rientrano in un duplice lavoro di mappatura del quartiere di Bisceglie che stanno svolgendo KiloWatt e Super. L’obiettivo è definire le possibili funzioni alle quali saranno destinati gli spazi non residenziali convenzionati, facendo emergere quelle che sono le nuove esigenze. Terminata questa prima fase di mappatura, inizierà un processo di partecipazione che vedrà i soci del Common Housing Bisceglie protagonisti nel disegno e nella definizione degli spazi cooperativi.

In pieno lockdown nel mese di marzo 2020, è iniziato il lavoro di Super che, a stretto contatto con KiloWatt, ha cercato di definire e di studiare l’identità del quartiere, esplorandolo e approcciando il tema della prossimità, osservata sia nella dimensione spaziale sia in quella delle relazioni interpersonali. Con questo obiettivo sono state condotte interviste rivolte ad attori che sul territorio milanese lavorano nell’ambito dei servizi alla persona in maniera innovativa e ad attori locali radicati storicamente nel territorio di Bisceglie. Lo scopo era appunto quello di raccogliere testimonianze e costruire un ritratto fedele del quartiere.

A causa dell’emergenza sanitaria abbiamo dovuto stravolgere il nostro metodo di lavoro: indagare il territorio vuol dire percorrerlo nello spazio e nel tempo quotidiano, è un’indagine ravvicinata che nella normalità pre-covid compivamo per ‘strada’, parlando direttamente con gli attori del quartiere. In questo caso abbiamo dovuto svolgerlo online, tramite piattaforme di videoconferenza e riunioni.” così Laura Petracchi di Super descrive il progetto di CCL in corso per SeiMilano.

Un aspetto, emerso fortemente dalla mappatura del territorio, è come il quartiere non abbia un’impronta identitaria chiara e definita, ma piuttosto come sia considerato un hub, un embrione, una parte di Giambellino, una propaggine di Baggio e un margine di Inganni.

Il dialogo con gli interlocutori coinvolti ha portato Super a individuare sei temi centrali nel processo di sviluppo di un intervento come quello del Common Housing Bisceglie:

  • Ritorno ai territori, inteso come immaginare un qualcosa di radicato, presente e prossimo.
  • Integrazione tra servizi che permetta e faciliti la messa in rete dell’esistente, senza attivare meccanismi predatori o competitivi e che ospiti e valorizzi risorse, capacità e competenze, riconfigurando limiti, problematiche o mancanze.
  • Inclusività come un luogo intergenerazionale, interculturale, e inter-sociale.
  • Collaborazione, intesa come luogo che ospiti processi e progetti collaborativi, fondati sul superamento delle dicotomie tra soggetto erogante e soggetto beneficiario, promuovendo l’incontro tra realtà, l’attivazione della cittadinanza e favorendo le relazioni.
  • Mutualismo che serve a creare uno spazio sociale che solleciti e incoraggi forme di partecipazione solidale, una nuova comunità di abitanti che siano essi stessi una risorsa per la loro stessa progettazione ed erogazione.
  • Mediazione tramite cui configurare un luogo fisico capace di ospitare l’intreccio tra diverse traiettorie e che faccia nascere nuove figure ponte in grado di esplorare diverse modalità di relazioni, mettendo in rete le risorse del territorio.

A partire dalle interviste condotte, Super ha individuato bisogni e suggerimenti arrivati direttamente dal territorio di Bisceglie e dalle realtà che si occupano di servizi alla persona:

  • Spazi rivolti ai giovani, specialmente spazi “liberi” e ampi.
  • Spazi inclusivi che “prevengano” un potenziale conflitto sociale tra diverse appartenenze socio-economiche.
  • Spazi/progetti flessibili sia nella loro dimensione spaziale sia nel contenuto, modulabili sulle necessità delle diverse anime sociali-economiche e culturali che abiteranno il territorio.
  • Spazi/soggetti aggregatori di servizi, capaci di “stare nel territorio”, intercettando quanto più possibile le risorse presenti e costruendo reti.

In tutto questo come si inserisce Common Housing Bisceglie nel contesto del quartiere?

A questa domanda risponde il progettista Marco Jacomella:

La strategia progettuale adottata per Common Housing Bisceglie cerca da una parte di integrarsi all'interno del masterplan complessivo di SeiMilano e del suo linguaggio. Dall’altra rivendica la propria identità di un’infrastruttura aperta, flessibile che si può adattare alle esigenze presenti e future dei soci, come in una grande casa estesa.”

La differenziazione e la riconoscibilità di Common Housing Bisceglie, rispetto all’intervento complessivo di SeiMilano, si concretizza soprattutto in un piano terra e in primo piano con funzioni non residenziali e convenzionate con il Comune di Milano o con la Cooperativa Habitat Bisceglie.  Uno dei lati delle tre torri richiamerà la dimensione degli edifici circostanti, l’altro sarà libero di adattarsi per garantire un maggiore mix tipologico. Per quanto riguarda la regolarità di struttura, di aperture, di balconi, sarà aperta per consentire agli abitanti di appropriarsene.

Quali sono i punti di innovazione del progetto Common Housing Bisceglie?

“I vettori di innovazione sui quali si sviluppa il progetto sono tre: quello sociale, quello ambientale e quello progettuale.” risponde Carla Ferrer. “La dimensione di innovazione sociale è ricca e complessa: da un punto di vista architettonico, Common Housing Bisceglie avrà un’infrastruttura che consentirà una progressiva appropriazione degli spazi da parte degli abitanti, in base alle esigenze che emergeranno. Inoltre, sono stati destinati circa 500mq di spazi convenzionati con il Comune di Milano, dove negozi di prossimità e di servizi al cittadino potranno trovare la loro sede e altri 500mq circa offerti ai soci della cooperativa. Nell’ottica di ‘casa estesa’ queste aree potranno diventare spazi per i giovani, sala eventi con cucina, terrazza comune sul tetto dell’edificio. Il progetto comprenderà anche una piazza sopraelevata di circa 1000 mq, che potenzialmente potrà essere accessibile anche al resto di SeiMilano. Dal punto di vista della micro dimensione di relazione e umana, Common Housing Bisceglie ospiterà anche un appartamento protetto, per ospitare persone in difficoltà (anche motoria e/o fisica) e un appartamento cluster, ovvero mini alloggi liberamente arrangiabili per rispondere a cambiamenti all’interno delle famiglie. 

 

Sull’innovazione ambientale, forse quella un po’ più difficile da spiegare senza l’uso di termini tecnici, interviene Marco Jacomella:

L’approccio adottato per Common Housing Bisceglie si basa sulla volontà di combinare le ultime tecnologie con soluzioni mutuate dal contesto in cui operiamo, utilizzando materiali funzionali e durevoli. C’è stata una parametrizzazione del progetto per ottimizzare il soleggiamento, l’ombreggiamento e il comfort termico degli spazi pubblici e privati. È stato posto, infatti, un involucro edilizio estremamente performante che si affianca a sistemi passivi di protezione solare, di isolamento termico dal caldo, prevedendo l’allaccio del complesso al sistema di teleriscaldamento dell’intero masterplan. Questo garantirà la produzione di riscaldamento e di raffrescamento da fonti rinnovabili, affiancato dalla presenza di pannelli solari.

 

L’innovazione sociale e ambientale procederà a stretto contatto con quella progettuale, spiega Carla Ferrer:

 “Per la progettazione di Common Housing Bisceglie fin dalle prime fasi è stata impiegata la tecnologia del BIM per il controllo della qualità e la gestione degli spazi. È stato inoltre sviluppato un virtual tour sia a fini promozionali che in ottica della gestione dei processi di progettazione partecipata degli spazi condivisi.”

 

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