Milano ha bisogno di case. Noi le abbiamo pronte. Il Comune non le sblocca.
Lettera aperta del Consorzio CCL sul Corriere della Sera e convocazione dell’Assemblea straordinaria dei Soci: giovedì 11 giugno, ore 18:00.
Per la prima volta in mezzo secolo, è a rischio la continuità aziendale del Consorzio e il sogno di oltre 385 famiglie. Dopo mesi di attesa e di interlocuzioni prive di efficacia con l’Amministrazione comunale di Milano, il Consorzio CCL ha scelto di rompere il silenzio con una lettera aperta pubblicata sabato 30 maggio sulla prima pagina della Cronaca di Milano del Corriere della Sera e con un’assemblea congiunta dei soci delle cooperative coinvolte, aperta a tutta la cittadinanza.
Assemblea generale dei Soci, giovedì 11 giugno 2026
Recentemente abbiamo registrato timidi passi in avanti, ma il percorso autorizzativo rimane lontano dalla chiarezza e dalle certezze che voi — e noi — continuiamo a reclamare. L’attesa dei nostri soci ha un costo reale di tempo, risorse e aspettative. Per questo motivo torneremo a incontrarci per far sentire, con il nostro stile istituzionale, questa faticosa e silente rabbia.
La vostra presenza numerosa è il segnale più chiaro che possiamo mandare per sbloccare questa situazione. All’incontro è stata invitata anche la vicesindaca e assessora alla Rigenerazione Urbana del Comune di Milano, Anna Scavuzzo.
- Giovedì 11 giugno 2026, ore 18.00
- Sede della CISL Milano Metropoli — Via Valassina 22, Milano
L’incontro sarà l’occasione per un aggiornamento pratiche e per la definizione di future azioni pubbliche nel caso di mancate risposte da parte dell’Amministrazione del Comune di Milano.
Lettera aperta sul Corriere della Sera
Negli ultimi cinquant’anni il Consorzio non ha mai fatto ricorso a denunce pubbliche di questa portata, preferendo sempre il dialogo istituzionale. Oggi però il perimetro è cambiato: lo stallo burocratico del Comune di Milano non è più solo un problema di tempi tecnici ma un blocco ingiustificato che mette a rischio il futuro di centinaia di famiglie e la tenuta stessa della cooperazione.
Ecco, punto per punto, i passaggi chiave della nostra lettera aperta:
In sintesi
- 16 mesi di silenzio. Il blocco del Comune
Era il 26 febbraio 2025 quando in una prima assemblea aperta presso la sede delle Acli in via della Signora incontrammo i soci: persone che vogliono vivere a Milano senza dichiarare una bancarotta esistenziale. Da allora sono passati 16 mesi e niente è cambiato. Nessun titolo edilizio è stato rilasciato. Non è un ritardo. È un blocco.
- I numeri del blocco. I 4 progetti fermi
Il blocco colpisce 4 iniziative per 385 alloggi complessivi: via Castellammare-Certosa (168), via Ornato (51), via Emilio Treves (30), via Taggia (136). Prezzi da 2.750 a 3.900 €/mq e 70 affitti perenni a 100 €/mq annui.
- Imprese e famiglie a rischio. La continuità aziendale
In 50 anni CCL ha realizzato 16.000 alloggi e dà lavoro a 70 persone. Per la prima volta, la nostra continuità aziendale è in discussione per ragioni totalmente oscure che ostacolano titoli edilizi a nostro avviso dovuti.
- Nessuna criticità. I nostri progetti non sono oggetto di inchieste
Nessuna delle 4 iniziative presenta le caratteristiche al centro delle note vicende giudiziarie milanesi: nessun edificio sopra i 25 metri, nessuna densità sopra i 3 mc/mq, nessun ricorso alla SCIA, nessuna riduzione di oneri di urbanizzazione. Siamo fuori da ogni incertezza interpretativa.
- L’appello alla Politica per soluzioni urgenti
La nostra iniziativa non è “contro” i funzionari comunali, paralizzati dall’incertezza. Spetta alla Politica — al Sindaco, alla Giunta e al Consiglio Comunale — assumersi la responsabilità di sbloccare la macchina amministrativa prima che i danni diventino irreparabili.
Vuoi seguire i prossimi passi della nostra iniziativa?
Vogliamo condividere questo percorso con i nostri soci, con la città e con i partner con cui lavoriamo ogni giorno. Lascia qui il tuo contatto per restare aggiornato sulle azioni che metteremo in campo.



