La Cooperazione che promuove l’Arte. Match Your Art all’Arch Week Milano 2025
Può l’arte creare comunità, essere strumento di sperimentazione e valorizzazione di nuove forme di dialogo? Può la cooperazione assumere il ruolo di una nuova committenza illuminata (e allargata) nella valorizzazione dei giovani artisti e dei nuovi linguaggi espressivi?
Abbiamo riflettuto su questo nei due appuntamenti organizzati in chiusura del progetto Match your Art all’interno di Arch Week Milano 2025.
Presso il Centro Culturale di Milano il 29 e 30 ottobre è stato presentato alla cittadinanza il progetto promosso da Confcooperative Lombardia e dall’Accademia di Belle Arti di Brera, in collaborazione con il Consorzio Cooperative Lavoratori, la cooperativa sociale Detto Fatto e La Fucina Cooperativa Sociale ONLUS. Il secondo appuntamento, in particolare, moderato da Federica Verona, consigliere CCL, è stato l’occasione per allargare la riflessione ad altri attori della scena artistica milanese e non solo.
Dopo i saluti istituzionali di Camillo Fornasieri, direttore del Centro Culturale di Milano, Fabrizio Pozzoli, presidente di Confcooperative Cultura Turismo Sport Lombardia e Guido Lodigiani, docente dell’Accademia di Brera, il professor Alberto Gianfreda e Daniela Farioli di Confcooperative hanno raccontato l’iniziativa che ha messo in connessione giovani talenti dell’arte e cooperative storiche lombarde.
Maria Fratelli, direttrice della Fabbrica del Vapore, del CASVA e della Casa della Memoria,, ha aperto la riflessione ricordando la responsabilità della committenza nel garantire agli artisti di sviluppare la propria missione culturale, generativa, innovativa e portatrice di nuovi linguaggi e visioni. Solo costruendo alleanze tra mondi diversi è possibile sviluppare nuovi modelli di produzione e fruizione culturale. «Un lavoro lento, ma necessario» così come “creare spazi e opportunità per superare la solitudine dell’artista, favorendo la cooperazione e introducendo nuove forme di committenza”.Claudia Taibez, responsabile del Museo Villa Bernasconi di Cernobbio, ha sottolineato il valore dell’arte come forza capace di unire mondi diversi, di generare valore culturale, sociale ed economico, e di creare relazioni durature tra persone, istituzioni e territori. Infine Marco Amato, vicepresidente di Museimpresa e direttore del Museo Lavazza, ha ribadito il valore della collaborazione tra artisti, istituzioni e imprese sottolineando che la vera sfida quella di rompere gli stereotipi, costruire nuovi pubblici e riportare al centro parole come partecipazione e gratuità.
Così come è avvenuto nell’intervento di Via Birona 58 dove il giovane artista Andrea Fabrizio ha condiviso il proprio percorso con i soci della Cooperativa Isimbaldi per dare vita alla scultura, Armoniche Convergenze “È stato molto emozionante vedere l’opera d’arte librarsi in cielo per superare la cinta e venire posizionata nel cortile” – ha spiegato l’artista – . “Ci tengo a sottolineare l’intensa e costante condivisione con la commissione soci, i soci e con i referenti della Cooperativa Isimbaldi. Ci sono stati diversi incontri in cui ho ascoltato e raccolto anche i desideri e le diverse visioni. Ho visto la cooperazione in azione e in essere: lo scambio umano e il confronto con gli abitanti di oggi e di domani è stato determinante nello sviluppo dell’opera”.
A dimostrazione – come ribaduto anche nel convegno – della comune logica generativa che lega l’approccio cooperativo e quello artistico: sia l’artista sia il cooperatore partono da un’intuizione e da un rischio, e il vero valore nasce dal “fare insieme”, dal mettersi in gioco con gli altri.
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