Il Consorzio CCL ha ottenuto la Certificazione per la Parità di genere. L’impegno continua.
Il Consorzio Cooperative Lavoratori annuncia con soddisfazione di aver completato il percorso di valutazione e di aver ottenuto la Certificazione per la Parità di Genere.
CCL da sempre pone al centro del proprio operato la persona, promuovendo un modello di cooperazione fondato su equità, rispetto e partecipazione. In questa cornice, ha preso il via all’inizio dell’anno il programma di lavoro, per la verifica e la promozione di politiche e pratiche di equità e imparzialità orientate al benessere delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il riconoscimento attesta oggi l’adozione di un sistema di gestione volto a ridurre il gender gap in ogni area aziendale per la promozione di una cultura inclusiva e non discriminatoria. Un traguardo che non rappresenta un punto di arrivo, ma la formalizzazione di un impegno, che tocca il cuore della nostra missione e va oltre l’ambito puramente lavorativo.
“Siamo felici di aver raggiunto questo risultato, così significativo per l’azienda di oggi e soprattutto per l’azienda di domani. Per il futuro che con le nostre azioni e scelte quotidiane vogliamo costruire sul posto di lavoro, nelle nostre case e nella società”, ha dichiarato Nicoletta Piccirillo, Presidente del Comitato per la Parità di Genere.
“Il nostro impegno non si ferma qui”, ha aggiunto collegandosi all’incontro “Parità adesso. Democrazia e lavoro come motori di cambiamento”, organizzato il 16 ottobre e aperto al pubblico: “Un passo avanti per creare spazi di dialogo e promuovere una cultura del lavoro fondata su parità, ascolto e responsabilità e accompagnare la nostra comunità cooperativa in un cambiamento concreto e duraturo”.
All’incontro, moderato dalla giornalista Francesca Naboni, è stata l’occasione per inquadrare il vasto universo della parità e – di riflesso – delle sue negazioni, dalle discriminazioni più sottili fino agli episodi più drammatici di violenza insieme alla professoressa Vera Lomazzi, dell’Università degli Studi di Bergamo, esperta in sociologia della parità e delle politiche di uguaglianza, e l’avvocata Marta Buti, consigliera nazionale della rete dei centri antiviolenza D.i.Re (Donne in rete contro la violenza).
“La parità di genere è un obiettivo etico e normativo ineludibile. Allo stesso tempo sul profilo aziendale rappresenta una leva strategica per l’innovazione e la crescita: un fattore capace di migliorare il clima interno, valorizzare i talenti e rafforzare il legame con la comunità – ha aggiunto Claudio Palmerini, Direttore Generale CCL. – . Per questo sia il primo convegno che i prossimi che verranno saranno aperti: la partecipazione attenta e coinvolta ci conferma quanto questi temi siano sentiti e quanto sia forte il desiderio di contribuire – ognuno nel proprio ruolo – alla costruzione di un futuro più equo, consapevole e inclusivo”.










