Abitare l’autonomia: inaugurata Casa Ceva, il nuovo alloggio protetto realizzato dalla rete CCL a Bisceglie
Inaugurato nel Municipio 6 il nuovo alloggio protetto per percorsi di indipendenza e sollievo familiare realizzato da Habitat Bisceglie e sostenuto dalla cooperativa Solidarnosc
Martedì 16 giugno, in via Bianca Ceva 20 a Milano, è stata ufficialmente inaugurata Casa Ceva, un nuovo alloggio dedicato a percorsi di crescita e di sperimentazione dell’autonomia per persone con disabilità e a progetti di sollievo per le loro famiglie e i caregiver, spesso chiamati a un impegno quotidiano intenso e continuativo.
L’operazione nasce all’interno del più ampio intervento residenziale del consorzio nel quartiere Bisceglie. A firmare l’intervento è stata la cooperativa Habitat Bisceglie, che ha assunto l’impegno in convenzione con il Comune di Milano per la realizzazione di spazi convenzionati e di un alloggio protetto. Un percorso virtuoso che ha visto l’importante subentro e sostegno di un’altra storica cooperativa del sistema CCL, Solidarnosc, la quale ha scelto di investire in questa opportunità sociale con risorse che hanno permesso di migliorare i semplici obblighi di convenzione, facendosi carico anche degli arredi.
Il progetto
L’appartamento, con una superficie di 147 mq, è composto da un ampio soggiorno, cucina e 5 posti letto, di cui uno specificamente dedicato all’operatore sociale che affiancherà gli ospiti nei loro percorsi quotidiani di autonomia.
Dal punto di vista patrimoniale e gestionale, l’operazione rappresenta un modello di sussidiarietà circolare: l’immobile è stato concesso in comodato d’uso gratuito al Comune di Milano per 10 anni e, a sua volta, assegnato in comodato a Spazio Aperto Servizi, la cooperativa sociale che gestirà le attività e i percorsi di vita indipendente degli utenti con il supporto di operatori specializzati.
I numeri testimoniano la solidità dell’impegno economico promosso dalla rete CCL. Solidarnosc ha sostenuto un investimento complessivo rilevante per dare vita a Casa Ceva, quantificabile in 441.000 euro per l’alloggio, a cui si sono aggiunti ulteriori 10.000 euro per il parziale arredamento degli spazi, rendendoli immediatamente pronti, accoglienti e funzionali.
“La realizzazione di questo alloggio, pur non essendo originariamente prevista tra i nostri impegni finanziari, è motivo di grande soddisfazione. Raccogliemmo, all’epoca, l’indicazione del settore Welfare del Comune di Milano di trasferire una casa per persone con disabilità da una struttura ‘tecnica’ come il CAM a una vera e propria abitazione, assumendoci un obbligo che non eravamo tenuti ad assumerci. Siamo contenti di averlo fatto, perché non può esserci un percorso di autonomia abitativa se l’abitazione si trova in un contesto non abitativo. Oggi, grazie a CCL e alle cooperative a esso associate, questa prospettiva è realtà. E siamo contenti che a realizzarla sia una cooperativa sociale di Confcooperative come Spazio Aperto Servizi: l’unione fa la forza”, sottolinea Alessandro Maggioni, presidente del Consorzio CCL.
Un modello virtuoso di welfare di prossimità e risposte concrete sul “Dopo di Noi”, valorizzando le risorse esterne all’amministrazione per creare servizi pubblici d’eccellenza.
“Le disabilità molto spesso nascondono un mondo fatto di fragilità, ma anche d’impegno e di amore da parte dei caregiver, il cui lavoro diventa a volte insostenibile con l’avanzare dell’età,” ha dichiarato Santo Minniti, presidente del Municipio 6. “Casa Ceva nasce da una convinzione: la cura non è responsabilità dei singoli, ma della comunità. E con questo progetto è la comunità a farsi carico della cura dando sollievo ai familiari e lavorando sul rafforzamento delle autonomie delle persone con disabilità”.
L’assessora al Welfare del Municipio 6, Francesca Gisotti, ha sottolineato il valore dello sguardo comune: “Daremo l’avvio insieme a questa sfida che nasce dalla collaborazione tra Istituzioni, caregivers e enti di terzo settore, col desiderio di avere un segno tangibile di attenzione e di sguardo verso il futuro rivolto alle persone con disabilità e i loro familiari sul territorio del Municipio 6.”
Infine l’assessore al Welfare del Comune di Milano, Lamberto Bertolé, ha evidenziato la centralità del quartiere nelle politiche di prossimità: “Costruire un welfare di prossimità vuol dire prima di tutto coinvolgere il territorio nella strutturazione delle risposte più adeguate alle vulnerabilità e avvicinarle ai luoghi di vita delle persone, ancorarle ai quartieri. Casa Ceva è un esempio plastico dell’applicazione virtuosa di questo modello.”
Con l’inaugurazione di via Ceva, il sistema CCL ribadisce l’essenza stessa del proprio fare cooperazione: abitare non significa soltanto dare un tetto alle persone, ma generare risposte ai bisogni più profondi del territorio, costruire contesti capaci di generare inclusione, dignità e futuro per l’intera comunità urbana.




















