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Le persone al centro

24/01/2014 - Francesca Naboni

L’esperienza di una giovane coppia con la Cooperativa Edilizia Isimbaldi di Monza

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Manca poco. Giusto settimana scorsa io e Silvia siamo stati in cantiere per la scelta delle piastrelle”, spiega Daniele, ripercorrendo la storia della sua avventura in cooperativa. Tutto è iniziato nel lontano 2009 quando Daniele, all’epoca ventiquattrenne, ha sacrificato la diretta della partita Italia-Brasile, per andare con la madre al primo incontro di conoscenza e ingresso in cooperativa: “Sembrava che i lavori stessero per partire e volevo essere sicuro di entrare nel progetto, tanto più che all’epoca, non essendo ancora stato comprato il terreno, c’era la possibilità di entrare senza impegno. Ci ho pensato giusto un mese, poi ne ho parlato con mia mamma e mi sono presentato”, ricorda. All’altro capo della linea del tempo di questa esperienza, la data segnata sul calendario, agosto 2014, mese in cui è prevista la consegna del suo appartamento all’interno del complesso in via di costruzione a Monza, in via della Blandoria, a due minuti dall’entrata del parco della villa Reale: quattro palazzi (di quattro e cinque piani), un giardino privato e un’area comune con giardino, attrezzata al gioco che si affaccia sulla nuova via, non lontano dall’abitazione dove Daniele abita oggi con la madre e la sorella. In mezzo alle due date, anni intensi, sia per le sorti del progetto che per la vita Daniele, oggi impiegato in un’azienda che si occupa di logistica. “Ci sono stati tanti stop al progetto – racconta – per lo più per ragioni di carattere burocratico. A queste si sono aggiunte inoltre due elezioni comunali e una provinciale che hanno reso più lunga la vendita del terreno e di alcuni appezzamenti che lo circondano”. Eppure Daniele non si è dato per vinto: “L’aspetto umano è stato un fattore determinante in questo percorso – spiega, ricordando la sua esperienza – . Ci sono stati mesi in cui ogni due settimane mi trovavo a parlare dopo cena con Ottavio Perego, il presidente della Cooperativa Edilizia Isimbaldi, per cercare di capire quello che accadeva, per carpire informazioni utili rispetto alle sorti dell’intervento e del mio investimento. Questa disponibilità e vicinanza mi ha aiutato a non perdere mai la fiducia, anche nel periodo più brutto, quando sembrava davvero che il progetto stesse per essere affossato. Il poter parlare e interagire in maniera così approfondita, sia nella fase dei passaggi “burocratici”, sia in quella successiva delle scelte più tecniche, mi ha permesso di capire che la cooperativa si muoveva in maniera corretta e sicura, che tutti i passaggi erano giusti, così come i contatti. Oltre al presidente, ormai un amico, ho conosciuto nel tempo un gran numero di persone, che ci hanno seguito, passo passo, in tutte le fasi con grande attenzione. Ciò che abbiamo sempre sentito è che tutti erano lì a lavorare per noi, non per il nostro investimento economico”. La persona al centro, quindi: questa la chiave di volta di un rapporto di fiducia costruito negli anni, esperienza purtroppo non così consueta nel settore immobiliare “tout court”: ”Diversi amici che hanno acquistato o stanno acquistando casa da dei privati ci raccontano dinamiche differenti: in particolare si trovano spesso a subire le decisioni più che prenderle. Noi invece non ci siamo mai trovati di fronte a scelte o soluzione prese a priori, siamo sempre stati aggiornati e seguiti in ogni passaggio”. Daniele passa al noi nel racconto perché, ben presto, nel progetto intrapreso da solo lo ha seguito anche la fidanzata Silvia, architetto. Un ingresso che si è fatto sentire nelle scelte legate all’appartamento, un trilocale con sottotetto e angolo cottura, box e cantina. “Parquet ovunque, angolo cottura.. e così via. Silvia ha scelto praticamente tutto, tranne la posizione”, ride Daniele che non esita a riconoscere l’importanza di questo passo nella costruzione di una vita insieme: “A seguito della sua decisione di entrare nell’intervento abbiamo anche deciso di sposarci: nell’aprile di quest’anno le ho fatto la proposta di matrimonio. La data non è ancora fissata: l’estate del 2014 è già dedicata alla consegna e all’ingresso nella nuova casa ma il matrimonio sarà comunque presto”. Non poteva esserci miglior happy end.

Una storia di cooperazione

01/07/2013 - Federica Verona

Quando l’etica fa la differenza

“Cosa mi ha convinto? La serietà e la garanzia delle radici Acli”. Non ha dubbi Maurizio Migliavacca, oggi socio della cooperativa Solidarnosc Est Cascina San Giuseppe, che ha realizzato 130 alloggi presso Cascina San Giuseppe e circa 200 alloggi in zona Marelli. “Quattro anni fa quando cercavo casa a San Giuseppe, nella scelta di rivolgermi al mondo cooperativo per me è stato decisivo sapere di entrare in contatto con un ente con oltre 50 anni di storia che ha nel proprio statuto valori di solidarietà e correttezza. Una garanzia di eticità preziosa, soprattutto in tempi come questi, in cui si ricorrono così tanti episodi di fallimenti edilizi e si sentono così tante tragedie di famiglie coinvolte”.

Dalla segnalazione di un’amica che aveva prenotato casa nell’edificio in via di realizzazione in zona Marelli, ha così preso vita l’avventura nel movimento cooperativo. Pur essendo un professionista del settore edile e “un fiulin” dell’oratorio, come dice sorridendo, solo entrando in cooperativa e prendendo parte attivamente alla sua quotidianità, Maurizio ha scoperto appieno il significato di questa scelta: “Conoscevo le cooperative come operatori del mercato, attivi anche nell’edilizia agevolata e convenzionata. Ho poi scoperto e sperimentato tutte le altre peculiarità dell’acquisto di casa in cooperativa solo entrando come socio e, successivamente, partecipando al consiglio di amministrazione: un’esperienza interessante – riflette – che mi ha permesso di verificare sul campo la correttezza delle mie aspettative e imparare anche qualcosa di nuovo”. Nell’elenco delle conferme registrate da Maurizio la serietà è al primo posto: “Ogni intervento è ben ponderato, non si opera in modo avventato, fin dall’inizio. L’iniziativa parte con almeno 80-90% delle adesioni: questo permette alla cooperativa di avere costi più bassi, intorno al 10-20% in meno rispetto al mercato, in quanto, usufruendo fin da subito delle quote dei soci, viene meno la necessità di pagare oneri finanziari per ricorrere a finanziamenti e, soprattutto, perché nel pieno interesse dei soci la cooperativa fraziona solo i puri costi senza margini di profitto alcuno”. Segue l’attenzione ai soci e il costante coinvolgimento dei soci in ogni fase dell’intervento, fino ai dettagli: “Le varianti sono un esempio: mentre in altre cooperative questa parte viene demandata all’impresa costruttrice, nel nostro progetto siamo stati seguiti da un assistente ai soci, che, passo dopo passo, ci ha aiutato a dare forma al nostro alloggio e alla casa che desideravamo”.

Infine, Maurizio cita l’esperienza in Consiglio di amministrazione da cui ha ricavato una nuova prospettiva: “Seguire direttamente un bene che poi diventa tuo e che, di fatto, ti costruisci passo passo, è stata per me una sicurezza in più nei confronti della mia casa e mi ha incentivato ulteriormente perché mi ha permesso di intervenire sui particolari, nei limiti del fattibile. Questi tre anni in consiglio si sono rivelati un arricchimento anche professionale: ho potuto mettere a frutto e condividere le mie competenze di allora come dipendente di un’impresa di costruzioni, oggi consulente in proprio, e, allo stesso tempo, ho potuto acquisire nuove conoscenze, in particolare in merito a procedure e dinamiche amministrative e burocratiche, che fino ad allora non avevo avuto occasione di seguire”.

Uno scambio virtuoso che ha preso forma anche nel confronto con gli altri soci, da cui sono germogliati legami di buon vicinato ancora attivi: “Ho conosciuto persone con cui ho avuto e ho ottimi rapporti, sia nel consiglio che fra i soci. Mi chiamavano per avere informazioni e confrontarsi, specialmente nel primo anno, quando non si vedeva ancora la costruzione; i dubbi sono poi andati scemando man mano che l’edificio è cresciuto e ognuno ha iniziato a seguire il proprio appartamento. I rapporti però sono rimasti e ci sentiamo ancora oggi. Nei nostri stabili infatti abbiamo la fortuna di avere delle sale condominiali dove organizziamo attività e momenti insieme: feste per i bambini, per Natale, per la Primavera… e così via. Ogni occasione è buona per restare in contatto e approfondire queste conoscenze nate grazie a questa intensa avventura comune”.

Soci di cooperativa