News casa e cooperazione

Nuovo sito e nuovo notiziario

24/01/2014 - Francesca Naboni

megafono

Il Consorzio Cooperative Lavoratori saluta il 2014 con un nuovo sito on line e tante nuove occasioni di informazione e approfondimento. Un restyling che non tocca solo la veste grafica ma anche la struttura del portale che si amplia con nuovi contenuti e strumenti. Sulla nuova piattaforma, riprogettata insieme a SUEO, troverete una prima sezione dedicata alla conoscenza del Consorzio e il suo lavoro, le radici di Acli e Cisl, nostre associate con cui interagiamo quotidianamente, i valori di riferimento, gli organismi di funzionamento e gli uffici. Per orientarvi fra questi ultimi è stato creato un atlante on line attraverso il quale potrete recuperare immediatamente i contatti del referente che potrà rispondere alle vostre domande e richieste. 

Tante le opportunità di informazione anche per chi sta cercando casa, attraverso la sezione delle iniziative in evidenza, dove potrete visionare le soluzioni disponibili o i progetti in partenza, in proprietà o in affitto, suddivisi per quartiere o tipologie di appartamento, e consultazione i progetti realizzati in passato. Se state cercando la soluzione abitativa dei vostri sogni, non dimenticate di compilare il modulo CCL cerchicasa, specificando i vostri bisogni in modo da potervi aggiornare in tempo reale sulle nuove iniziative in partenza. Un altro strumento pensato per chi si vuole orientare nel mondo cooperativo e in quello edilizio è, infine, il glossario, circa 100 termini e definizioni indispensabili per affrontare serenamente tutte le fasi di costruzione e acquisto della vostra casa in cooperativa.

Obiettivo primo del sito è offrire un aggiornamento costante e puntuale sulle attività del Consorzio. Da qui nasce l’area news Casa e Cooperazione, che viaggerà in tandem con la nuova newsletter (anche in cartaceo), dove potrete trovare le storie dei nostri soci, gli aggiornamenti dalle cooperative aderenti al Consorzio, spunti, riflessioni e notizie dal mondo cooperativo, a partire da Federabitazione e Confcooperative a cui siamo associati. Parallelamente racconteremo i nuovi servizi di CCL attraverso i blog della nuova cooperativa di servizi per la gestione condominiale SSA, Società Cooperativa Servizi per l’Abitare, e di NoiCoop, la cooperativa sociale di condominio nata per dare voce alle esigenze del quartiere Stadera.

Insieme al nuovo sito, seguiteci anche sulla nuova pagina Facebook del Consorzio.

Parola d’ordine: semplificazione

24/01/2014 - Francesca Naboni

Renato ValliniL’Italia sta affrontando tanti, grandi, problemi: la disoccupazione, la chiusura di molte imprese e la mancanza di un concreto rilancio economico. Da tale drammatica crisi non è immune il nostro settore. Per le nostre cooperative di abitazione – così come per gli altri settori produttivi – una ricetta può essere efficace: la semplificazione. Tutte le leggi e le procedure che definiscono l’iter di approvazione e realizzazione di un progetto hanno raggiunto un tale livello di inutile complicazione da risultare non un supporto normativo ma un ostacolo, una difficoltà da superare per procedere nell’attività.

Sono tanti gli spunti da considerare. Pare, ad esempio, inutile emettere nuovi regolamenti per aspetti e dinamiche operative, quando non c’è la possibilità reale di verificarle e gestirle; una prassi che ricorda le famose “gride manzoniane”. Un esempio di questi paradossi procedurali è offerto dalla rigidità delle norme relative alla suddivisione dell’unità immobiliare. La Pubblica Amministrazione non pretende solo di dire – giustamente – come deve essere l’esterno di un edificio (il volume e la forma coerente con il contesto) ma arriva a definirne anche l’interno fino a decidere come ripartire lo spazio abitativo. Vengono definite rigidamente le misure specifiche delle singole stanze, distinguendo fra camera singola (che non può essere inferiore a 8 mq) e la camera doppia (da 12 mq), quando basterebbe dire che un’unità immobiliare deve avere un rapporto adeguato all’ambiente e alle esigenze abitative.

Il complesso iter procedurale legato alla fase di avvio di ogni intervento è problematico anche alla luce delle tempistiche di produzione di documenti e verifiche: sono necessari infatti periodi di tempo così lunghi che si rischia spesso che la normativa sia nel frattempo cambiata per cui un operatore, in corso d’opera, deve attuare continui cambiamenti al progetto. Ai tempi di rilascio delle autorizzazioni si aggiunge anche il volume immane di documenti richiesti, spesso solo, ancora, in forma cartacea con le spese di produzione connesse. Basti pensare – giusto per offrire un ordine di grandezza – che le copie cartacee prodotte dalla nostra Solidarnosc per il progetto di Zoia, sono costate tanto quanto l’affitto annuale a canone sociale di almeno dieci appartamenti per una famiglia numerosa. Per non parlare poi della continua crescita degli oneri burocratici dato dalle norme, di recente introdotte, che ribaltano sulle imprese compiti di controllo – soprattutto in campo contributivo – che dovrebbero essere a carico della Pubblica Amministrazione. La finalità di dare maggiori garanzie ai lavoratori è meritevole, ma perché caricare di responsabilità e di adempimenti le imprese, cooperative o non, per controlli che sono materia degli Ispettorati del lavoro, della Guardia di finanza o dell’Agenzia delle Entrate?

Lo scorso anno Assimpredil ha organizzato la Giornata della Collera e la Giornata delle Vessazioni, due momenti pubblici per denunciare lo stato di crisi del settore e per elencare tutti i regolamenti e le procedure che rendono difficoltoso lo svolgimento delle attività per chi opera nel settore. Come operatori sociali, pur avendo finalità diverse dagli altri attori del settore, non possiamo che condividere queste difficoltà. La Pubblica Amministrazione potrebbe affrontare un lavoro di razionalizzazione, semplificazione e omogeneizzazione procedurale, senza costi aggiuntivi per l’apparato pubblico, rendendo più semplice la vita di imprese, operatori e professionisti, ossia di soggetti che possono essere di stimolo anche per creare nuova crescita. Quello che chiediamo è molto semplice ed è già nero su bianco nella bozza della premessa del regolamento edilizio del Comune di Milano: semplificazione e trasparenza. La speranza è che si traducano anche in realtà con norme certe e tempi di realizzazione accettabili.

Renato Vallini, coordinatore Solidarnosc Est Milano

CISL Milano

12/07/2013 - Federica Verona

Nata nel 1950, la CISL è una organizzazione sindacale, autonoma dalle influenze della politica, che pone al centro della sua azione e del suo pensiero la promozione della persona nel mondo del lavoro, lo sviluppo del Paese, la creazione di una società più giusta. Attraverso le strutture sindacali di categoria rappresenta lavoratori di tutti i settori, pensionati e disoccupati, senza alcuna pregiudiziale politica, religiosa o etnica. Nel comprensorio di Milano opera in 68 Comuni della Provincia, attraverso 12 sedi di zona, con federazioni di categoria e servizi, e 40 recapiti presidiati dalla Federazione dei pensionati.

Categorie: CISL

ACLI di Milano

12/07/2013 - Federica Verona

Dal 1945 le Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani di Milano lavorano al servizio dei lavoratori e della società attraverso servizi, imprese sociali e realtà associative in diversi campi di azione sociale. Garantiscono informazione, assistenza e tutela ai lavoratori e alle lavoratrici, in Italia e all’estero, in merito a prestazioni previdenziali, assistenziali e socio-sanitarie. Le Acli sono presenti nelle province di Milano e di Monza Brianza con la sede provinciale in via della Signora 3 a Milano e una rete di circoli e di servizi distribuiti sul territorio. Attraverso queste realtà e attraverso il C.C.L. promuovono il lavoro, lo sviluppo sociale e la centralità della famiglia in ogni sua espressione.

Categorie: ACLI

Una storia di cooperazione

01/07/2013 - Federica Verona

Quando l’etica fa la differenza

“Cosa mi ha convinto? La serietà e la garanzia delle radici Acli”. Non ha dubbi Maurizio Migliavacca, oggi socio della cooperativa Solidarnosc Est Cascina San Giuseppe, che ha realizzato 130 alloggi presso Cascina San Giuseppe e circa 200 alloggi in zona Marelli. “Quattro anni fa quando cercavo casa a San Giuseppe, nella scelta di rivolgermi al mondo cooperativo per me è stato decisivo sapere di entrare in contatto con un ente con oltre 50 anni di storia che ha nel proprio statuto valori di solidarietà e correttezza. Una garanzia di eticità preziosa, soprattutto in tempi come questi, in cui si ricorrono così tanti episodi di fallimenti edilizi e si sentono così tante tragedie di famiglie coinvolte”.

Dalla segnalazione di un’amica che aveva prenotato casa nell’edificio in via di realizzazione in zona Marelli, ha così preso vita l’avventura nel movimento cooperativo. Pur essendo un professionista del settore edile e “un fiulin” dell’oratorio, come dice sorridendo, solo entrando in cooperativa e prendendo parte attivamente alla sua quotidianità, Maurizio ha scoperto appieno il significato di questa scelta: “Conoscevo le cooperative come operatori del mercato, attivi anche nell’edilizia agevolata e convenzionata. Ho poi scoperto e sperimentato tutte le altre peculiarità dell’acquisto di casa in cooperativa solo entrando come socio e, successivamente, partecipando al consiglio di amministrazione: un’esperienza interessante – riflette – che mi ha permesso di verificare sul campo la correttezza delle mie aspettative e imparare anche qualcosa di nuovo”. Nell’elenco delle conferme registrate da Maurizio la serietà è al primo posto: “Ogni intervento è ben ponderato, non si opera in modo avventato, fin dall’inizio. L’iniziativa parte con almeno 80-90% delle adesioni: questo permette alla cooperativa di avere costi più bassi, intorno al 10-20% in meno rispetto al mercato, in quanto, usufruendo fin da subito delle quote dei soci, viene meno la necessità di pagare oneri finanziari per ricorrere a finanziamenti e, soprattutto, perché nel pieno interesse dei soci la cooperativa fraziona solo i puri costi senza margini di profitto alcuno”. Segue l’attenzione ai soci e il costante coinvolgimento dei soci in ogni fase dell’intervento, fino ai dettagli: “Le varianti sono un esempio: mentre in altre cooperative questa parte viene demandata all’impresa costruttrice, nel nostro progetto siamo stati seguiti da un assistente ai soci, che, passo dopo passo, ci ha aiutato a dare forma al nostro alloggio e alla casa che desideravamo”.

Infine, Maurizio cita l’esperienza in Consiglio di amministrazione da cui ha ricavato una nuova prospettiva: “Seguire direttamente un bene che poi diventa tuo e che, di fatto, ti costruisci passo passo, è stata per me una sicurezza in più nei confronti della mia casa e mi ha incentivato ulteriormente perché mi ha permesso di intervenire sui particolari, nei limiti del fattibile. Questi tre anni in consiglio si sono rivelati un arricchimento anche professionale: ho potuto mettere a frutto e condividere le mie competenze di allora come dipendente di un’impresa di costruzioni, oggi consulente in proprio, e, allo stesso tempo, ho potuto acquisire nuove conoscenze, in particolare in merito a procedure e dinamiche amministrative e burocratiche, che fino ad allora non avevo avuto occasione di seguire”.

Uno scambio virtuoso che ha preso forma anche nel confronto con gli altri soci, da cui sono germogliati legami di buon vicinato ancora attivi: “Ho conosciuto persone con cui ho avuto e ho ottimi rapporti, sia nel consiglio che fra i soci. Mi chiamavano per avere informazioni e confrontarsi, specialmente nel primo anno, quando non si vedeva ancora la costruzione; i dubbi sono poi andati scemando man mano che l’edificio è cresciuto e ognuno ha iniziato a seguire il proprio appartamento. I rapporti però sono rimasti e ci sentiamo ancora oggi. Nei nostri stabili infatti abbiamo la fortuna di avere delle sale condominiali dove organizziamo attività e momenti insieme: feste per i bambini, per Natale, per la Primavera… e così via. Ogni occasione è buona per restare in contatto e approfondire queste conoscenze nate grazie a questa intensa avventura comune”.

Soci di cooperativa

Le radici della cooperazione

01/07/2013 - Federica Verona

L’opinione

Arrivano da lontano, ma rivelano spunti di attualità sempre viva. I principi della dottrina sociale della Chiesa, da cui ha preso le mosse il movimento cooperativo agli inizi del secolo scorso, sono un ausilio fondamentale per interpretare il valore della cooperazione e rinnovarne lo spirito e l’azione ogni giorno. Il Magistero sociale ha qualcosa da dire. Anche e soprattutto ai nostri giorni, mentre la crisi globale soffoca il mercato e toglie respiro ai lavoratori e alle famiglie. Di fronte alla massimizzazione del profitto, affiora in tutta la sua forza la pertinenza e l’attualità di quei principi che invocano la necessità di un equilibrio fra economia e società stimolando lo stile della cooperazione. Principi a cui la Chiesa ha iniziato a dare forma con l’enciclica “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII intervenendo sulla questione sociale, ampliando, approfondendo e aggiornando i temi secondo le esigenze dei tempi e dando forma a un filone di pensiero che viene comunemente definito “Dottrina Sociale della Chiesa”. I suoi principi fondanti sono: attenzione alla persona, bene comune, solidarietà e sussidiarietà, a cui si aggiungono l’importanza della partecipazione e la destinazione universale dei beni. Riflessioni dai legami inscindibili con il contesto in cui sono stati formulati, ma capaci di parlare anche a noi oggi, rivelando un’attualità che deve essere compresa e vissuta. L’agire concreto permette d’incarnare questi principi rendendoli vita vissuta e superando il rischio di scadere nella retorica della belle parole mai applicate.

La “Rerum Novarum” nasce nel contesto storico di fine Ottocento, quando donne e bambini lavoravano dalle dodici alle quattordici ore al giorno, ridotti quasi in schiavitù. Contro tale condizione si muove l’enciclica: Leone XIII rivendica la dignità del lavoro, il giusto equilibrio tra economia e mano d’opera e l’equità del salario (la giusta mercede). L’attualità di questi moniti oggi emerge con tutta la sua evidenza, di fronte alle condizioni dettate dalla crisi che spesso minaccia i diritti e gli spazi dei lavoratori, soprattutto più giovani. Così è per l’enciclica “Quadragesimo Anno” del 1931 che, a fronte del crollo di Wall Street del 1929, critica “i facili guadagni con poco sacrificio” di cui anche oggi sappiamo qualcosa e riflette sul valore della legge morale applicata all’ordine economico. Ancora, Giovanni XXIII nella “Mater et Magistra” del 1961 suggerisce gli orientamenti per l’azione sociale cristianamente ispirata, in dialogo con ogni altro uomo, attraverso il metodo del “vedere, giudicare e agire”: ovvero tramite un approccio induttivo che prende le mosse dal guardare la realtà. O, ancora, Paolo VI nell’enciclica “Populorum Progressio” affronta diversi temi, tra cui quelli dell’urbanistica e della città a cui guarda con un approccio diverso, introducendo anche la questione ambientale. Il Magistero sociale ha collegamenti vivi e reali con la nostra quotidianità, su cui avrò il piacere di riflettere insieme a voi nei prossimi numeri di “Casa e cooperazione”.

Riflessioni con don Walter Magnoni

Responsabile Servizio per la Pastorale Sociale e il Lavoro della Diocesi di Milano

 

La forza della normalità

24/05/2013 - Francesca Naboni

Alessandro MaggioniQualcuno dice che siamo fortunati a vivere questo tempo perché “dalla crisi nasce sempre il nuovo”. Guardando con occhio disincantato quello che succede nella politica e nella società, sinceramente, non si ha questa percezione. Anzi, si ha la sensazione di stare in un grande, sovraeccitato ed esagitato frullatore di narcisismi e frustrazioni.

Parole importanti come “responsabilità”, “sobrietà”, “civismo” vengono piegate a slogan privi di senso mentre emergono posizioni estreme, spesso furbescamente ancorate a grandi principi ma – in fondo – cinicamente attaccate a personalismi arroganti.

Noi, nel Consorzio C.C.L., ci sentiamo fortunati: riusciamo ancora a sentire vicina la forza delle persone normali, la forza della normalità. È stupefacente, infatti, registrare la civiltà media che si respira nelle nostre partecipate assemblee di cooperativa. Le persone, pur affannate da una situazione generale difficile, non riflettono la rappresentazione di questo Paese che emerge e si replica sui canali di comunicazione.

Il “nostro popolo”, quello delle socie e dei soci, chiede chiarezza, coerenza, trasparenza. Le persone normali che costituiscono le nostre cooperative chiedono di partecipare alle scelte che li riguardano esercitando i loro diritti ma non sottraendosi ai loro doveri, delegando a chi amministra le cooperative una fiducia che potremmo definire consapevole: ogni socio cooperatore ha cioè chiaro di essere chiamato in causa direttamente, di dover sempre essere vigile nella sua partecipazione alla cooperativa, così come ha chiaro l’obbligo di pensare prima al bene della cooperativa che significa, in fondo, fare il proprio interesse. Questa “normalità” che trova spazio tra i soci è una dimensione quasi rigenerante, una boccata d’ossigeno in un quadro sempre più disarmante. In una realtà socio-economica schizofrenica è rassicurante sapere che vi è una massa, forse troppo spesso silente, di gente quieta ma determinata, combattiva ma educata. Ed è fonte di orgoglio sapere che grazie all’idea e allo strumento cooperativo questo movimento trova la possibilità di esercitare una vera e propria democrazia economica, rafforzando così anche la nostra debole, debolissima, democrazia, così spesso bistrattata in contesti e processi sempre più impermeabili al dialogo e al confronto.

In un mondo apparentemente impazzito, dobbiamo dare voce e sostenere quanto di buono resiste, rafforzandolo e amplificandolo. La vera cooperazione, fatta di mutualità, partecipazione, trasparenza, dialettica democratica è la nostra casa. I soci, i nostri soci, sono la nostra forza. Normale.

Alessandro Maggioni, presidente del Consorzio C.C.L.

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