MESE: gennaio, 2014

SSA cresce. Novità per la Società Cooperativa Servizi per l’Abitare

27/01/2014 - Francesca Naboni

753E855EBD39A6094F9C01CB825C1_h498_w598_m2Sono già oltre 2.300 gli alloggi in Milano e provincia (e più di 200 alloggi in Abbiategrasso) amministrati da SSA soc. coop., Società Cooperativa Servizi per l’Abitare, aderente al CCL – Consorzio Cooperative Lavoratori. Il nuovo global service cooperativo SSA offre un’assistenza a 360° nella gestione del condominio con prestazioni di amministrazione, servizi di gestione, come portierato, pulizie, giardinaggio, pratiche affitti e, infine, consulenza e ottimizzazione dei costi.

Tutta l’assistenza tecnico/amministrativa che caratterizza i servizi di CCL insieme a una completa e costante partecipazione dei condomini attraverso il Consiglio di Condominio. Efficienza, trasparenza ed economicità a cui si aggiunge anche la voce flessibilità. Per meglio rispondere alle esigenze delle crescenti e diverse realtà condominiali amministrate dal settembre 2013 la formula di SSA si arricchisce della collaborazione di un nuovo partner Gest Condomini s.r.l.. Un ingresso che ha completato la messa a punto del team di professionisti, per la gestione degli immobili condominiali di ogni dimensione con l’obiettivo costante della massima trasparenza.

Oltre a qualità e professionalità dei servizi, SSA garantisce numerosi vantaggi sul fronte fiscale, e non solo. Tutti i condomini seguiti da SSA potranno affrontare le scadenze fiscali con maggiore serenità avvalendosi delle convenzioni in essere con i CAF delle ACLI e della CISL (per quel che concerne i servizi fiscali) alle tariffe agevolate concesse agli iscritti ACLI. Inoltre, ogni singolo condomino potrà avvalersi delle convenzioni in essere con le società Guglie Viaggi e Costa Levante che fanno capo all’area Vacanze e Turismo delle Acli Milanesi. Maggiori informazioni sul sito www.guglieviaggi.it.

La segreteria è disponibile tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 09.30 alle 13.00. Il resto della giornata e nei week end sarà attiva una segreteria telefonica. Per info tel. 02.77116.384 email ssa@ssasoccoop.it

Gli uffici di SSA e di Gest Condomini si trovano in via della Signora, 3, a Milano.

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Borgo Porretta. La ricchezza di un piccolo borgo a 10 minuti dal centro

27/01/2014 - Francesca Naboni

agoraLavori in corso all’ingresso del Parco Verga, in prossimità del vecchio Borgo Porretta, accanto alla Bovisa (stazione metropolitana Certosa). Qui la cooperativa Solidarnosc Borgo Porretta sta costruendo circa 70 alloggi inseriti in due edifici di 3 e 4 piani, affacciati su 200.000 mq di verde pubblico, progettato dallo Studio Armstrong Bell Landscape Design e in parte già attrezzato con aree gioco per bambini, attrezzature sportive, sentieri e piccoli giardini fioriti racchiusi da siepi. L’area dell’intervento è inserita nel Piano Parco, il Piano di Riqualificazione Urbana già approvato dall’amministrazione comunale di Milano che completerà il nuovo quartiere residenziale di via Palizzi con la costruzione di una caserma dei carabinieri a cavallo, un centro servizi e una nuova chiesa. La consegna dell’iniziativa di Borgo Porretta è prevista per l’inizio 2015. Gli alloggi sono assegnati dalla cooperativa in piena proprietà, al costo medio di 2.350 euro/mq comprensivi dei costi per “allacciamenti” e pratiche mutuo. Il costo previsto del box standard è di euro 23.000 (IVA esclusa).

All’interno del quartiere è in attività l’Associazione di promozione sociale Parco Certosa (www.parcocertosa.it) che promuove iniziative a favore dei residenti e informa su servizi ed eventi della zona. Dall’altra parte il progetto gode della dimensione comunitaria del vecchio Borgo Porretta e di Quarto Oggiaro, quartiere nato negli anni ’60, che oggi mantiene la sua anima popolare, l’apertura multiculturale e una nuova, viva, vita sociale animata da un ricco tessuto associazionistico. “Dopo decenni di abbandono sono stati attivati diversi progetti di riqualificazione”, spiega Giambattista Armelloni, presidente di Acli Lombardia, capofila del progetto “Piazzetta Capuana Agorà”, creato con le associazioni Civitas e Con Voi Onlus, in co-progettazione con il Comune di Milano in parte avvalendosi dei fondi del Piano Infanzia e Adolescenza. “Cuore dell’intervento, attivato nel 2010 e oggi in via di rinnovo, è la piazzetta Capuana – spiega Armelloni – importante luogo di incontro del quartiere che ha conosciuto nei decenni un graduale abbandono. Qui è stata creato lo spazio Agorà. Il Comune di Milano e la neonata all’ATS (Associazione Temporanea di Scopo) creata dalle nostre associazioni ha riaperto gli spazi un tempo gestiti dall’ASL trasformandoli in un punto di riferimento per il quartiere, offrendo servizi per la popolazioni più fragile, ma anche un luogo di relazione. Accanto al segretariato sociale, è stato attivato il progetto “Orso Bruno”, uno spazio di incontro e sostegno alla genitorialità per famiglie con bambini da 0 a 3 anni, lo sportello educativo per i ragazzi con attività di doposcuola, uno sportello di patronato sull’immigrazione, un servizio di accompagnamento per gli anziani del quartiere, un Gruppo di Acquisto Solidale e Risparmio familiare, e, ancora, piccoli orti urbani.

Sono nate quindi soprattutto relazioni, fiducia, voglia di riscatto che hanno cambiato il volto della piazzetta e non solo grazie al nuovo arredo urbano. Per Acli il progetto ha significato dare vita a nuovi modi di concepire la propria missione, investendo sulla fragilità sociale, ridando senso al proprio essere associazione cattolica e associazione di lavoratori”. Un paziente lavoro di tessitura di socialità, integrazione e coesione sociale che rinnova anche l’immagine del quartiere, rimettendo al centro le persone, le famiglie e i gruppi.

 

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Le persone al centro

24/01/2014 - Francesca Naboni

L’esperienza di una giovane coppia con la Cooperativa Edilizia Isimbaldi di Monza

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Manca poco. Giusto settimana scorsa io e Silvia siamo stati in cantiere per la scelta delle piastrelle”, spiega Daniele, ripercorrendo la storia della sua avventura in cooperativa. Tutto è iniziato nel lontano 2009 quando Daniele, all’epoca ventiquattrenne, ha sacrificato la diretta della partita Italia-Brasile, per andare con la madre al primo incontro di conoscenza e ingresso in cooperativa: “Sembrava che i lavori stessero per partire e volevo essere sicuro di entrare nel progetto, tanto più che all’epoca, non essendo ancora stato comprato il terreno, c’era la possibilità di entrare senza impegno. Ci ho pensato giusto un mese, poi ne ho parlato con mia mamma e mi sono presentato”, ricorda. All’altro capo della linea del tempo di questa esperienza, la data segnata sul calendario, agosto 2014, mese in cui è prevista la consegna del suo appartamento all’interno del complesso in via di costruzione a Monza, in via della Blandoria, a due minuti dall’entrata del parco della villa Reale: quattro palazzi (di quattro e cinque piani), un giardino privato e un’area comune con giardino, attrezzata al gioco che si affaccia sulla nuova via, non lontano dall’abitazione dove Daniele abita oggi con la madre e la sorella. In mezzo alle due date, anni intensi, sia per le sorti del progetto che per la vita Daniele, oggi impiegato in un’azienda che si occupa di logistica. “Ci sono stati tanti stop al progetto – racconta – per lo più per ragioni di carattere burocratico. A queste si sono aggiunte inoltre due elezioni comunali e una provinciale che hanno reso più lunga la vendita del terreno e di alcuni appezzamenti che lo circondano”. Eppure Daniele non si è dato per vinto: “L’aspetto umano è stato un fattore determinante in questo percorso – spiega, ricordando la sua esperienza – . Ci sono stati mesi in cui ogni due settimane mi trovavo a parlare dopo cena con Ottavio Perego, il presidente della Cooperativa Edilizia Isimbaldi, per cercare di capire quello che accadeva, per carpire informazioni utili rispetto alle sorti dell’intervento e del mio investimento. Questa disponibilità e vicinanza mi ha aiutato a non perdere mai la fiducia, anche nel periodo più brutto, quando sembrava davvero che il progetto stesse per essere affossato. Il poter parlare e interagire in maniera così approfondita, sia nella fase dei passaggi “burocratici”, sia in quella successiva delle scelte più tecniche, mi ha permesso di capire che la cooperativa si muoveva in maniera corretta e sicura, che tutti i passaggi erano giusti, così come i contatti. Oltre al presidente, ormai un amico, ho conosciuto nel tempo un gran numero di persone, che ci hanno seguito, passo passo, in tutte le fasi con grande attenzione. Ciò che abbiamo sempre sentito è che tutti erano lì a lavorare per noi, non per il nostro investimento economico”. La persona al centro, quindi: questa la chiave di volta di un rapporto di fiducia costruito negli anni, esperienza purtroppo non così consueta nel settore immobiliare “tout court”: ”Diversi amici che hanno acquistato o stanno acquistando casa da dei privati ci raccontano dinamiche differenti: in particolare si trovano spesso a subire le decisioni più che prenderle. Noi invece non ci siamo mai trovati di fronte a scelte o soluzione prese a priori, siamo sempre stati aggiornati e seguiti in ogni passaggio”. Daniele passa al noi nel racconto perché, ben presto, nel progetto intrapreso da solo lo ha seguito anche la fidanzata Silvia, architetto. Un ingresso che si è fatto sentire nelle scelte legate all’appartamento, un trilocale con sottotetto e angolo cottura, box e cantina. “Parquet ovunque, angolo cottura.. e così via. Silvia ha scelto praticamente tutto, tranne la posizione”, ride Daniele che non esita a riconoscere l’importanza di questo passo nella costruzione di una vita insieme: “A seguito della sua decisione di entrare nell’intervento abbiamo anche deciso di sposarci: nell’aprile di quest’anno le ho fatto la proposta di matrimonio. La data non è ancora fissata: l’estate del 2014 è già dedicata alla consegna e all’ingresso nella nuova casa ma il matrimonio sarà comunque presto”. Non poteva esserci miglior happy end.

Schiavi degli oggetti prodotti?

24/01/2014 - Francesca Naboni

magnoni_160x121All’inizio degli anni ’70, precisamente nel 1971, in un clima sociale in forte evoluzione, Paolo VI pubblica uno dei testi magisteriali più belli e innovativi, sia per il linguaggio utilizzato che per i contenuti. Il titolo di questo documento suona così: “Octogesima adveniens” (=OA) e si comprende subito che l’occasione sono gli ottant’anni dalla pubblicazione della prima enciclica sociale, la Rerum novarum.

Per la prima volta compare, nei documenti della Chiesa di maggior profilo, la trattazione di un “fenomeno di grande importanza”: l’urbanesimo. Paolo VI è preoccupato dei cambiamenti in atto, in primis dell’esodo permanente dalle campagne alle città che «conducono a concentramenti di popolazione, dei quali a fatica si riesce a immaginare l’ampiezza, tanto che già si parla di megalopoli, raggruppanti parecchie decine di milioni di abitanti» (OA 8). Il Papa teme che alcuni processi in atto possono generare delle conseguenze negative. Per tali ragioni afferma: «Mentre talune imprese si sviluppano e si concentrano, altre si spengono o si spostano, creando nuovi problemi sociali: disoccupazione professionale o regionale, riqualificazione e mobilità delle persone, adattamento permanente dei lavoratori, disparità di condizioni nei diversi settori dell’industria. Utilizzando gli strumenti moderni della pubblicità, una competizione senza limiti lancia instancabilmente nuovi prodotti e cerca di attirare il consumatore, mentre i vecchi impianti industriali, ancora in grado di produrre, diventano inutili. Mentre vasti strati di popolazione non riescono ancora a soddisfare i loro bisogni primari, ci si sforza di crearne di superflui» (OA). Dietro a queste parole troviamo una prima denuncia della società dei consumi e giustamente Paolo VI si chiede: «Dopo aver affermato un necessario dominio sulla natura, non diventa ora schiavo degli oggetti che produce?» (OA 9). La domanda non appare affatto retorica a fronte dei risultati che la storia ancora oggi ci consegna.

Attualizzando l’interrogativo del Papa ci chiediamo: quanto oggi siamo effettivamente schiavi degli oggetti prodotti? Basta salire sulle nostre metropolitane per vedere tante persone estraniate dalla realtà e immerse nell’attento utilizzo dei palmari. Ma al di là degli effetti distorcenti creati dalla società dei consumi, l’urbanesimo genera altri problemi tra cui la solitudine, anzi dice bene il Pontefice “una nuova solitudine […] nella folla anonima che lo circonda e in mezzo alla quale egli si sente come straniero» (OA). La questione di fondo, sulla quale l’ Octogesima adveniens si sofferma è la “crescita disordinata” che l’urbanesimo porta con due grosse conseguenze: le discriminazioni e l’indifferenza. Basta guardare a come si sviluppa la politica della casa per accorgersi di come questa crescita non omogenea della città crei emarginazione.

don Walter Magnoni, responsabile Servizio per la Pastorale Sociale e il Lavoro della Diocesi di Milano

Nuovo sito e nuovo notiziario

24/01/2014 - Francesca Naboni

megafono

Il Consorzio Cooperative Lavoratori saluta il 2014 con un nuovo sito on line e tante nuove occasioni di informazione e approfondimento. Un restyling che non tocca solo la veste grafica ma anche la struttura del portale che si amplia con nuovi contenuti e strumenti. Sulla nuova piattaforma, riprogettata insieme a SUEO, troverete una prima sezione dedicata alla conoscenza del Consorzio e il suo lavoro, le radici di Acli e Cisl, nostre associate con cui interagiamo quotidianamente, i valori di riferimento, gli organismi di funzionamento e gli uffici. Per orientarvi fra questi ultimi è stato creato un atlante on line attraverso il quale potrete recuperare immediatamente i contatti del referente che potrà rispondere alle vostre domande e richieste. 

Tante le opportunità di informazione anche per chi sta cercando casa, attraverso la sezione delle iniziative in evidenza, dove potrete visionare le soluzioni disponibili o i progetti in partenza, in proprietà o in affitto, suddivisi per quartiere o tipologie di appartamento, e consultazione i progetti realizzati in passato. Se state cercando la soluzione abitativa dei vostri sogni, non dimenticate di compilare il modulo CCL cerchicasa, specificando i vostri bisogni in modo da potervi aggiornare in tempo reale sulle nuove iniziative in partenza. Un altro strumento pensato per chi si vuole orientare nel mondo cooperativo e in quello edilizio è, infine, il glossario, circa 100 termini e definizioni indispensabili per affrontare serenamente tutte le fasi di costruzione e acquisto della vostra casa in cooperativa.

Obiettivo primo del sito è offrire un aggiornamento costante e puntuale sulle attività del Consorzio. Da qui nasce l’area news Casa e Cooperazione, che viaggerà in tandem con la nuova newsletter (anche in cartaceo), dove potrete trovare le storie dei nostri soci, gli aggiornamenti dalle cooperative aderenti al Consorzio, spunti, riflessioni e notizie dal mondo cooperativo, a partire da Federabitazione e Confcooperative a cui siamo associati. Parallelamente racconteremo i nuovi servizi di CCL attraverso i blog della nuova cooperativa di servizi per la gestione condominiale SSA, Società Cooperativa Servizi per l’Abitare, e di NoiCoop, la cooperativa sociale di condominio nata per dare voce alle esigenze del quartiere Stadera.

Insieme al nuovo sito, seguiteci anche sulla nuova pagina Facebook del Consorzio.

Serpica Naro: aghi, filati e cartamodelli per costruire comunità a Stadera

24/01/2014 - Francesca Naboni

IMG_20131104_194110Nel tratto di via Montegani fra le vie Palmieri e Barrili, di fronte ai giardinetti della Scuola di via Palmieri, è attivo da ottobre il laboratorio di Serpica Naro, associazione che ha fatto della moda, dell’abbigliamento e di un approccio etico a questo settore la chiave di volta di una progetto culturale e sociale aperto al quartiere di Stadera e a tutta Milano. Questa la richiesta del Bando dello Stadera Contest, ideato da NOIcoop (C.C.L.= e Dar Casa, le cooperative che gestiscono le due corti, per dare vita a uno dei due locali gemelli ricavati dagli ex lavatoi del complesso “Le 4 Corti”.

È così che oggi, negli spazi dove un tempo gli abitanti si ritrovavano per lavare i panni chiacchierando, di fronte allo sportello di NoiCoop, la cooperativa sociale del Consorzio Cooperative Lavoratori e lo spazio di aggregazione degli abitanti del condominio, ha aperto i battenti il Laboratorio di Serpica Naro, vincitore del contest con una proposta biennale che innesta in ambito sartoriale e creativo le pratiche collaborative del “fare” proprie della cultura cooperativa.

All’attivo già quattro corsi e altri in partenza: il corso di cucito creativo base (il lunedì sera dalle 19 alle 21 e il mercoledì a pranzo dalle 12.30 alle 14.30), con anche un’edizione speciale Per gli uomini che non devono chiedere mai che insegna l’abc del cucito ai maschi più intraprendenti, il martedì sera (dalle 19 alle 21). In lavorazione anche un corso di cucito creativo avanzato con inizio previsto nel mese di marzo.

“Serpica Naro non è un negozio di sartoria o una scuola di formazione come la si intende solitamente”, spiega Chiara, una delle coordinatrici del poliedrico gruppo di professionisti che anima l’associazione. “I nostri corsi sono più una occasione di sperimentazione, di incontro e condivisione di conoscenze e competenze. Tanto che molte delle persone che hanno frequentato i nostri corsi o semplicemente si sono affacciate in laboratorio per conoscerci, hanno già proposto altre attività e corsi, mettendo a disposizione di tutti le loro esperienze. Ida, una signora che faceva la magliaia si è proposta, ora che è in pensione, di venire da noi e mostrarci come si usa la macchina per maglieria. O, ancora, un amico che ama pescare, ci ha proposto un corso dedicato ai nodi e al loro impiego per esempio per costruire un’amaca e tanti altri oggetti”.

Un’apertura e uno scambio virtuoso che, fin da subito, ha centrato l’obiettivo di costruire relazioni, come dimostrano le collaborazioni con le altre associazioni del quartiere. Una fra tutte, l’associazione di promozione sociale “Baia del Re” che lavora sui temi della prevenzione del disagio sociale, soprattutto giovanile, il sostegno alle famiglie con problematiche sociali e abitative e l’integrazione dei migranti: “Con loro abbiamo attivato il laboratorio sociale “Parla come cuci”, una mattinata di cucito interculturale aperta a tutti con le donne straniere che frequentano la scuola di italiano dell’associazione”. La comunità si tesse anche con ago, uncinetto e filati.

Potete scoprire Serpica Naro in via Monegani, lato opposto al parchetto delle scuole. Oppure on line sul sito www.serpicanaro.com. Per essere avvisati sui nuovi corsi in partenza, date, orari e costi di partecipazione scrivete a lab@serpicanaro.org.

 

Parola d’ordine: semplificazione

24/01/2014 - Francesca Naboni

Renato ValliniL’Italia sta affrontando tanti, grandi, problemi: la disoccupazione, la chiusura di molte imprese e la mancanza di un concreto rilancio economico. Da tale drammatica crisi non è immune il nostro settore. Per le nostre cooperative di abitazione – così come per gli altri settori produttivi – una ricetta può essere efficace: la semplificazione. Tutte le leggi e le procedure che definiscono l’iter di approvazione e realizzazione di un progetto hanno raggiunto un tale livello di inutile complicazione da risultare non un supporto normativo ma un ostacolo, una difficoltà da superare per procedere nell’attività.

Sono tanti gli spunti da considerare. Pare, ad esempio, inutile emettere nuovi regolamenti per aspetti e dinamiche operative, quando non c’è la possibilità reale di verificarle e gestirle; una prassi che ricorda le famose “gride manzoniane”. Un esempio di questi paradossi procedurali è offerto dalla rigidità delle norme relative alla suddivisione dell’unità immobiliare. La Pubblica Amministrazione non pretende solo di dire – giustamente – come deve essere l’esterno di un edificio (il volume e la forma coerente con il contesto) ma arriva a definirne anche l’interno fino a decidere come ripartire lo spazio abitativo. Vengono definite rigidamente le misure specifiche delle singole stanze, distinguendo fra camera singola (che non può essere inferiore a 8 mq) e la camera doppia (da 12 mq), quando basterebbe dire che un’unità immobiliare deve avere un rapporto adeguato all’ambiente e alle esigenze abitative.

Il complesso iter procedurale legato alla fase di avvio di ogni intervento è problematico anche alla luce delle tempistiche di produzione di documenti e verifiche: sono necessari infatti periodi di tempo così lunghi che si rischia spesso che la normativa sia nel frattempo cambiata per cui un operatore, in corso d’opera, deve attuare continui cambiamenti al progetto. Ai tempi di rilascio delle autorizzazioni si aggiunge anche il volume immane di documenti richiesti, spesso solo, ancora, in forma cartacea con le spese di produzione connesse. Basti pensare – giusto per offrire un ordine di grandezza – che le copie cartacee prodotte dalla nostra Solidarnosc per il progetto di Zoia, sono costate tanto quanto l’affitto annuale a canone sociale di almeno dieci appartamenti per una famiglia numerosa. Per non parlare poi della continua crescita degli oneri burocratici dato dalle norme, di recente introdotte, che ribaltano sulle imprese compiti di controllo – soprattutto in campo contributivo – che dovrebbero essere a carico della Pubblica Amministrazione. La finalità di dare maggiori garanzie ai lavoratori è meritevole, ma perché caricare di responsabilità e di adempimenti le imprese, cooperative o non, per controlli che sono materia degli Ispettorati del lavoro, della Guardia di finanza o dell’Agenzia delle Entrate?

Lo scorso anno Assimpredil ha organizzato la Giornata della Collera e la Giornata delle Vessazioni, due momenti pubblici per denunciare lo stato di crisi del settore e per elencare tutti i regolamenti e le procedure che rendono difficoltoso lo svolgimento delle attività per chi opera nel settore. Come operatori sociali, pur avendo finalità diverse dagli altri attori del settore, non possiamo che condividere queste difficoltà. La Pubblica Amministrazione potrebbe affrontare un lavoro di razionalizzazione, semplificazione e omogeneizzazione procedurale, senza costi aggiuntivi per l’apparato pubblico, rendendo più semplice la vita di imprese, operatori e professionisti, ossia di soggetti che possono essere di stimolo anche per creare nuova crescita. Quello che chiediamo è molto semplice ed è già nero su bianco nella bozza della premessa del regolamento edilizio del Comune di Milano: semplificazione e trasparenza. La speranza è che si traducano anche in realtà con norme certe e tempi di realizzazione accettabili.

Renato Vallini, coordinatore Solidarnosc Est Milano